Un giorno lontano,
quand 'ero innocente
e tutta candore virtù,
se un tale veniva a farmi
la corte
gli dava assai poco e mai di più.
Cosa importava a me che fosse ricco,
ben la vato anche al venerdì,
e che Ducato fosse sempre co me il fò.
Io risponde vo no.
Sol così non c 'è da perdere,
ci si salva sol così.
Anche se la luna splende in ciel,
anche se la notte è calma e senza bel,
non si deve andare più in là.
Sì, è meglio essere fredde
e senza cuor
e lasciarsi andare, non si può,
non si sa quel che può accadere,
bi sogna dire sem
pre no.
Il primo che venne fu un tale del Kent,
bello, era pazzo di me.
Secondo fu un duca con cento castelli,
e il terzo era ricco come un re.
Cosa importava a dei loro soldi,
del profumo anche al venerdì,
dei colletti e dei guanti
sempre come il fo?
Io rispondevo no.
So l così non c 'è da perdere,
ci si salva sol così,
anche se la luna splende in ciel,
anche se la notte è calma
e senza belle,
non si deve andar più in là.
Si è meglio esse
re fredde senza cuor
e lasciarsi andare non si può
non si sa quel che può accadere
bisogna dire sempre
no.
Ma un giorno, e fu un giorno,
colore d 'azzurro,
un tipo deciso arrivò,
Entrò nella stanza, appese il cappello,
ed io quel che feci, non so,
cosa importava a se non ne aveva,
se non cambiava il colletto al venerdì,
e che importava se non era
co me il fuoco.
A lui non disse no.
Co sa c 'era ormai da perdere
Quando tutto andò così?
E la luna risplendeva in ciel
E la notte era calma e senza bei
e si an dò molto più in là.
No n bisogna essere frette,
senza cuore contro
il cuore andare non si può.
Più di quello non può accadere,
dall 'ora non ci fu più,
no.
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